Existential works in progress

Existential works in progress

domenica 30 dicembre 2007

2007



Addio a Giuseppe Damasi. Era l'ultimo dei sette operai del rogo di Torino. Speravo in lui, che sopravvivesse, almeno uno, almeno per non dire che la speranza è morta, sepolta per sempre, che sette persone hanno vissuto per giorni col loro corpo che lottava contro le ustioni, tutti i loro organi, le loro cellule, in una battaglia secondo dopo secondo per non morire.
Una fotografia dell'Italia del 2007 spietata e perfetta. Del nostro mondo del lavoro,della nostra cultura, della nostra società, della nostra politica. Si dirà: era una azienda straniera. Sì, ma è successo in Italia.
Qualcuno ha da festeggiare domani sera?

Avanti con la speranza



Una tragedia per la quale non ci sono parole. Terribile che la vita vada avanti subito, che il funerale sia stato già celebrato, scelto il successore. Ma almeno chi viene dopo di lei è un giovane meraviglioso. Bellissimo e sicuramente pieno di speranza e voglia di agire. Auguri.

sabato 29 dicembre 2007

elogio dell'imperfezione

Avrei voluto aprire il mio blog con un post in data 1 gennaio. Pulito pulito, netto, tondo. E' come il lunedì primo del mese per le diete, no? Poi su consiglio di un amico ho deciso che partire oggi, giorno mezzo e mezzo, agli sdruccioli di un 2007 così cosà, era il riconoscimento che tanto, pure se ti sforzi tanto che le vene ti scoppiano in testa, i conti non tornano mai. E allora eccomi..

Conversazione dalla salumaia (la salumeria non è sua, e sta pure mezza chiudendo perchè ne hanno aperta un'altra all'angolo): "Tutto bene il natale?" "..." "Io sono stata a Londra, a trovare mia figlia. Sa, si è laureata in scienze della comunicazione, ma qui in Italia non trovava nulla, ha mandato centinaia di curriculum. Invece a Londra gli hanno risposto subito. E pure a New york. Ora guadagna quanto qui non guadagna un dirigente, ora, dopo sei mesi, le fanno il contratto a tempo indeterminato".
Pensate che il tono fosse felice? No, la signora era affranta, anche direi' disperata. Diceva "Ma qui aveva la casa (e c'ero io, ndr)".All'inizio ho pensato: e mamma mia, sai che tragedia, quella se la spassa, felice a Londra in giro per locali. Ma poi mica tanto. In fondo, è stata costretta ad andarsene, non è stata una libera scelta. sta qui tutta la differenza. Sarà partita con Ryan air e senza valigia di cartone, ma il concetto è lo stesso. Da noi i giovani sono costretti a emigrare. In fondo, è una cosa triste. Sono tornata a casa un po' cupa, ho acceso la tv, davano repliche di un grandioso programma trash, Ciao Darwin. Le "madri nature", cioè le veline di Bonolis, erano tutte straniere, chi blulgare, chi romene, chi di colore. Ottima fotografia italiana. Esportiamo cervelli, importiamo corpi (che per carità, mica ce l'ho contro i corpi, che spesso sono meglio dei cervelli. Però ci siamo capiti).

Che poi io da piccola ero un sacco patriota. Ero fissata col Risorgimento, i carbonari, le storie di Cuore sulla piccola vedetta lombarda. Piangevo e pensavo che avrei sparso il mio sangue per la patria. A pensare all'Italia di oggi, penso che se Napolitano mi strappasse un capello per la patria, farei causa al Quirinale.