Existential works in progress

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sabato 2 agosto 2008

Tra tragico e comico


Grande ragione ha il signor Franco Henriquet, responsabile del centro Ghirotti di Genova, a intervenire sul caso Eluana e sulle sue orrende strumentalizzazioni politiche. Nel tragico, però, una cosa fa sorridere: l'assurda capigliatura a banana del dottore, che stona con argomenti sì alti. E poi, ma dal sapore più agro che dolce, l'incauto accostamento della giornalista di Repubblica che cura l'intervista. La quale, dopo aver specificato, citando Henriquet, che quelli «non sono luoghi dove si va a morire" come si legge nel primo Rapporto nazionale su questi centri voluto dall'allora ministro Livia Turco, "ma dove si va a vivere meglio una fase naturale della propria esistenza"», aggiunge: «Luoghi dove i pazienti hanno una prognosi "infausta" e dove chi entra, entro un mese, in genere muore». Che avesse ragione la Turco? (detto questo, i paesi che non hanno una norma sul testamento biologico non dovrebbero neanche far parte dell'Europa. Terzo mondo, anzi miliardesimo).

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