Existential works in progress

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domenica 3 febbraio 2008

Caos Calmo. Ovvero le due V e la cultura della sinistra

Abbandono ogni sobrietà. Quella che mi era ripromessa di non perdere mai. Ma sono satura. Della politica, della crisi, di Berlusconi? No, di leggere articoli su Caos Calmo, su Moretti, sulla presunta scena di sesso tra lui e la Ferrari con cui ci hanno sfrantumato le palle con tutti i particolari, che lui si è bevuto due birre, che lei era imbarazzata: ma dico io, chi se ne frega!!!! Siete due attori, vi dovete dare due palpatine, e che sarà mai Basta!!! Evviva Rocco Siffredi e tutto il plotone di oscure pornostar che fanno i loro lavoretti senza rompere i coglioni. Ha ragione Mereghetti, Moretti è stato usato tipo esca per lanciare alla meglio il film. Ma se n'è accorto?
E soprattutto, vogliamo parlare del libro? Uno schifo, un libro che parla solo dell'autore senza dire nulla sull'anima, il corpo, la vita e la morte. Narcisismo inutile, insensato, 400 pagine di autoreferenzialità, e non nel senso rothiano del termine, sia chiaro, perchè Roth quando parla di sè parla del mondo. Ma che mi viene in mente, accostare persino i due nomi..pura eresia!
Eppure, Caos Calmo è il libro cult della sinistra italiana, e non è facile capire il perchè se si associa la V di Veronesi a quella di Veltroni.
Però almeno voi, giornalisti, commentatori, scrivetelo che è una porcata, il libro, il film, invece di stare tutti lì, nel coretto degli applausi. Aspesi e Mereghetti compresi.
Meglio Moccia, a questo punto. Almeno se la tira di meno, è più coerente. Se la cultura della sinistra è Sandro Veronesi, mi chiedo: e la sinistra senza cultura, cos'è?
Forse meglio. Anzi, sicuro.

2 commenti:

Alessandro Lanni ha detto...

e mica le mandi a dire te, eh?


brava brava...

Anonimo ha detto...

Il libro di Veronesi è un monumento all'incapacità della sinistra e della sua intellighenzia di capire, raccontare, rappresentare l'Italia di questi anni. un manager della comunicazione seduto su una panchina che vive barricato in una bmw (o in una mercedes, non me ne intendo): dovrebbe ricordare il barone rampante e invece è una tragica dichiarazione di impotenza. non sappiamo niente, non capiamo niente, gli unici dolori sono quelli strettamente privati, e non sappiamo neanche viverli. ci interessa solo il nostro ombelico, l'ombelico del mondo, e l'unico centro di gravità che rimane è il buco del culo. appunto.